La Città di Trapani

 

Trapani, l’antica Drepanum, prende il suo nome dal latino “falce”, per la sua forma omonima. Tra le tante meraviglie di Trapani iniziamo con l’annoverare il famoso Santuario dell’Annunziata. Costruito attorno al 1250 dai Frati Carmelitani. Capolavori del ‘500 sono la Cappella dei Pescatori e quella dei Marinai. Qui è custodita la trecentesca statua della “Madonna di Trapani”, in marmo color avorio di Nino Pisano.

Attiguo alla Basilica, il Convento dei Frati Carmelitani, divenuto nel 1906 Museo Regionale, grazie alle donazioni del Conte Pepoli, dove sono conservate collezioni archeologiche, pittura siciliana, numismatica, ceramica ed oreficeria oltre a centinaia di pezzi in corallo (lavorazione tipica trapanese). Lasciata la via Conte A. Pepoli e percorrendo tutta la via G.B. Fardella, si giunge alla Via Garibaldi che ci si inoltra nella città vecchia. Tale via è una vetrina di palazzi e Chiese, come: Palazzo Riccio di Morana e Palazzo Fardella Fontana (XVIII sec.). Sulla sinistra si apre la salita San Domenico, che conduce agli omonimi Chiesa e Convento; in questa splendida chiesa sono conservati, in una sala dietro l’altare, affreschi trecenteschi, ed inoltre è seppellito Manfredi, figlio di Federico III d’Aragona. Sulla destra si trovano il Mercato del Pesce e a sinistra le antiche Mura di Tramontana.

La passeggiata continua in via Torrearsa, sulla sinistra si possono ammirare la Torre Oscura e la Torre dell’Orologio, il Palazzo Senatorio alle cui spalle si trova la Chiesa trecentesca di Sant’Agostino.

Prima di dirigersi verso corso Vittorio Emanuele vale la pena di visitare la Chiesa del Purgatorio che custodisce i venti gruppi sacri dei Misteri, sculture lignee realizzate da artisti locali. Sul corso si affacciano la Chiesa del Collegio e la Cattedrale di San Lorenzo. Proseguendo ancora per il corso si giunge all’estremità della “falce” che termina con la torre di Ligny, torre di avvistamento del 1761, oggi Museo della Preistoria e del Mare. Da qui si possono ammirare la Colombaia (antico carcere borbonico) il Lazzaretto, Villino Nasi e il Porto Peschereccio, che ancora più splendidi appariranno al tramonto quando tutto si colora di rosso.